Giovani amici e giovani amiche, ma soprattutto giovani lungo e mediodegenti, voi che soffrite in ospedale o dentro al letto di casa vostra, voi che soffrite di cuore o di cervello, beh, eccomi di ritorno. E' tornato il freddo e questo, per alcuni pivellini, potrebbe essere un buon motivo per fare un post sui brividi, le mani ghiacciate e sui gelati che non possiamo più mangiarli per strada che sono più caldi dell'aria che c'è intorno e diventano pezzi di ghiaccio.
Io però non faccio un post del genere, se non altro perché essendo fornito di numerosi pannicoli adiposi, e in variegate parti del corpo (pure sulla schiena), continuo a sentire caldo. Sarà che la casa mia è calda a prescindere ma io ancora mi pezzo sotto le braccia, ancora inumidisco le mutande, ancora sudo come un puorco. Certo, ora esco per strada leggerino e sto benone, ma la realtà è che questa ciurma di freddolosi finirà coll'uccidermi, riverso nel mio stesso sudore. All'ospedale già mi immagino i termosifoni a manetta, nelle case della gente idem e a casa mia, come già detto, pare sempre il mese di agosto.
Allora bestemmio perché non solo sono mazziato, ma pure cornuto. Perché ostentando con i vestiti leggieri la bella stagione... mi ammalo!
Parliamoci chiaro: io sono una bella pellaccia e, per quanto avvezzo a soffrire, le febbri non fanno per me. La penultima si registrò nel gennaio del '99, l'ultima però appena 2 anni fa, nel febbraio 2005. All'epoca mi venne oltre che per la scriteriata idea di mettere il letto sotto la finestra (alla mattina mi svegliavo con il cuscino bagnato, ma non me ne curavo, stoltamente), anche perché uscivo come un pellegrino per strada: il mese di gennaio, non me lo posso mai scordare, andai alle 2 del pomeriggio a casa del Presidente solo con una camiciola a maniche corte (senza maglia intima né giacche o giacchette).
Così, amici sofferenti, vogliamo scommettere che mi prende la febbre pure quest'anno? Due anni fa, ricordo, fu una bella storia perché senza motivo mi imbottii di antibiotici e uno di questi mi fece un effetto collaterale altresì detto mughetto. Tenevo della merda sotto il palato duro della bocca e non potevo mangiare, fumare, parlare, come se fosse stata una mega afta (per dire il tipo di dolore). Mangiavo solo brodaglie e minestrine (ma non dimagrii). Per cui, vieni_127 caro, armati di forza e coraggio e vai incontro al tuo destino. Hai tanto da fare in questi mesi ma con le ginocchia che fanno giacomogiacomo e con la "freve" dietro l'angolo butterai di sicuro il sangue. Come di consueto.
(vieni127, quand'era femmina, si beccava la febbre più spesso)